domenica 8 agosto 2010

Padre Nostro che ...

"IO DICO..." è la parola chiave della giornata e così i ragazzi dopo aver "giocato" con le immagini e raccontato se stessi tramite un sms, un haikù (un componimento giapponese di 17 sillabe) o una favola, hanno provato a riscrivere il Padre Nostro: il loro "io dico" son diventate delle preghiere molto belle e sincere.

"Padre nostro che sei in onda, sia ascoltata la tua radio, venga la tua musica, si realizzi il tuo rogetto e sia diffuso su tutta la terra. Sintonizzaci sulla tua frequenza quotidiana e cancella le interferenze che non ci permettono di raggiungerti. Non ci indurre ad abbassare il tuo volume ma restaci sempre accanto. Amen."

"Padre nostro che vivi nei nostri cuori, il tuo nome sia annunciato da tutti noi testimoni, che tutti i popoli siano chiamati tuoi figli e il tuo disegno per noi si realizzi nei nostri progetti. Sorregga ogni giorno nelle difficoltà del nostro cammino, perdona i nostri errori e insegnaci a perdonare chi ci ferisce. Allontanaci all'apparire e portci a essere noi stessi."

"Padre nostro che sei tra noi a Biacesa fa che qui al campo tu sia sempre onorato, si applichi la tua Parola a Biacesa e così nel mondo. Grazie per i cuori che ci sostengono. Perdonac e insegnaci a perdonare e soprattutto aiuta le persone che hanno veramente bisogno di te; guidaci sulla strada giusta, conducici sempre al bene. Amen."

"Padre nostro che sei qui tra noi, ricordiamoci sempre di te. Facci sempre compagnia, rimanga il tuo insegnamento dentro e fuori i nostri cuori. Dacci oggi l'affetto di cui abbiamo bisogno e perdona i nostri peccati, come noi perdoniamo i nostri compagni e allontanaci dai vizi e dalle cose che ci fanno male. Preghiamo per te. Amen."

sabato 7 agosto 2010

Le foto del giorno: venerdì 6 agosto

Anche oggi l'aggiornamento "fotografico" della giornata fatto dai ragazzi.
Delle tante foto scattate dai ragazzi una piccolissima raccolta (vsto che qui arriviamo ad avere una connessione internet a 50,4 kbps... maledetta l'umts!!!).








































Oggi lo strumento "comunicativo" scelto è stato: il CORPO.
IO SONO ... raccontato attraverso il corpo, un corpo che nella giornata, oltre che giocato, si è messo in relazione con gli altri (fiducia/comunicazione), ha anche faticato (bellissima la gita alle trincee sopra San Giovanni! E intanto ci siam già fatti quasi 700 mt di dislivello ... giusto per scaldarci!) e pure pregato (mani che abbracciano, piedi che racontano l'umiltà, gambe che dicono della nostra forza, la mano di Dio che si appoggia sulla nostra fronte e il cuore che scandisce i tempi della nostra giornata e ci chiede di amare).

venerdì 6 agosto 2010

Le foto del giorno: giovedì 5 agosto

Eccovi alcune immagini della "prima" giornata (intera) ovviamente scattate dai ragazzi (foto-reporter)!

Ma quanto siamo belli?!?

Lo strumento "comunicativo" del giorno (sia mercoledì che giovedì) è stata la MUSICA.
Mercoledì la musica è stata "provocatoria": tutto il tempo della sistemazione delle camere, della cena e pure della prima parte della preghiera è stato "accompagnato" da un'assordante musica.
Mentre giovedì ci siamo divertiti a raccontare IO SONO attraverso la registrazione delle puntate di Radio Biacesa, la radio fatta interamente dai ragazzi e che, mattina dopo mattina, accompagna la nostra sveglia.





mercoledì 4 agosto 2010

Ecco la prima puntata di Radio Biacesa - Siamo in onda!

Potete scaricare clickando qui la registrazione della prima puntata in cui vengono presentati i mitici animatori attraverso una simpatica intervista doppia!

Per ascoltare le altre puntate di Radio Biacesa - Siamo in Onda registrate dai ragazzi clickate qui!

SPECIALE FAMIGLIE - STESSA FREQUENZA

Noi genitori siamo chiamati alla vocazione alla santità. Sì, proprio santo! Ma non perché si sopporta il coniuge oppure il figlio preadolescente rompi...
Ciascuno di noi è chiamato a farsi santo nella normalità della propria vita e insieme alle persone che ci stanno accanto.
L'idea di diventare santi ci fa sorridere, soprattutto quando ripensiamo alle nostre giornate caotiche, quando ci scappa la pazienza, quando non siamo capaci di capire i nostri figli, quando ... L'elenco potrebbe essere lunghissimo. Eppure il Signore ci chiama alla santità, ci chiama a utilizzare la "stessa frequenza" per essere in sintonia con Lui.
"Tutti coloro che incontreranno Gesù restano colpiti: in lui c'è qualcosa di inatteso. Tutta la vità di Gesù lo rivela come l'uomo nuovo, ricco della forza dello Spirito Santo: la sua squisita attenzione alla sofferenza umana, la povertà della sua vita, il suo amore per i poveri, i malati, i peccatori; la sua capacità di scrutare i cuori. La sua lotta contro la falsità; il suo fascino di capo e di amico ..." (CEI, Il Catechismo per l'iniziazione cristiana. Sarete miei testimoni, Roma 1991, p. 39).
La testimonianza di Gesù è vissuta nella concretezza e nella quotidianitò della sua vita terrena, e lo stesso viene chiesto a noi.
"La santità non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie!" (Beato don Luigi Monza, Gli Scritti).

RIFLETTIAMO:
- Cosa vuol dire per noi essere santi? Abbiamo mai riflettuto sul concetto di santità?
- Quale legame pensiamo possa esserci tra santità e famiglia?
- Siamo consapevoli di essere chiamati a diventare santi insieme, come famiglia?
- Come possiamo educare, nella nostra famiglia, i nostri figli alla santità?

SPECIALE FAMIGLIE - RICERCANDO LA GIUSTA FREQUENZA

Come può essere difficile nelle nostre famiglie, travolte dalla quotidianità, mettersi alla ricerca della frequenza giusta!
Eppure essere sintonizzati è condizione necessaria affinchè possa costruirsi quella comunicazione in grado di creare relazione.
Come genitori abbiamo la responsabilità di essere testimoni, per i nostri figli, di uno stile di relazione attento ai bisogni e alle diversità di ciascuno.
Guardando poi noi e le relazioni con le nostre famiglie di appartenenza, con i nostri amici, con i colleghi di lavoro, i ragazzi impareranno a loro volta a costruire relazioni.
Quando i nostri figli si abbandonano ai capricci, forse, è perché avvertono un disagio di relazione.
Dobbiamo prioritariamente imparare ad educare al dialogo improntato al rispetto reciproco, attenti a non confondere l'attività del parlare con quella del dialogare. Nelle nostre famiglie sperimentiamo tutti un livello di comunicazione funzionale alla gestione quotidiana delle attività familiari, ma più difficilmente viviamo momenti di dialogo, di riflessione, di confronto, per far crescere le relazioni tra noi coniugi e tra noi e i nostri figli.

RIFLETTIAMO:
- Qual é lo stile di relazione all'interno della nostra famiglia? Ciascuno ha la giusta valorizzazione rispetto all'età e ale esperienza, ciascuno ha spazi e tempi adeguati per un dialogo efficace?
- I nostri figli vedono noi genitori dialogare insieme?
- Quando nostro figlio parla con noi, ci fermiamo per ascoltarlo, oppure continuiamo a svolgere le nostre faccende, sicuramente necessarie, ma non prioritarie in quel momento?
- Ripercorrendo una "giornata tipo" della nostra famiglia, in quale momento la relazione, il dialogo e la comunicazione risultano "non sintonizzate"?
- Quali sono le interferenze maggiori che compromettono una comunicazione efficace?

domenica 1 agosto 2010